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Auguri di Natale in Val d' Enza 2020 (Re)

NATALE in VAL D’ENZA - Dicembre 2020

Un po’ di storia sulla Val d’Enza

 

La Val d’Enza è una valle italiana formata dal torrente Enza che nasce ai piedi del Monte Palerà in provincia di Massa e Carrara e poi entra in Emilia-Romagna marcando il confine tra le province di Parma e Reggio Emilia. A 93 km dalla sorgente sfocia nel Po, nei pressi di Brescello. Il termine è riferito usualmente a tutta la vallata ma in particolare il primo tratto Appenninico della vallata per le sue caratteristiche peculiari storiche, geologiche e fisico naturalistiche differenti dal restante tratto del fiume e della vallata, viene solitamente distinto con la denominazione di Alta Val d’Enza.

La Valdenza è composta da un tratto Montano (Alta Valdenza) ed un tratto in pianura, tronconi molto diversi tra loro sotto molti punti di vista. La vallata è stata scelta in epoca recente per tracciare il confine tra le province di Parma e Reggio Emilia e per questo motivo i due versanti, omogenei per arte, cultura, tradizione, dialetto e storia, sono divisi tra le due province e perciò usufruiscono di una gestione amministrativa diversa pur mantenendo nelle comunità montane il punto di riferimento locale per quanto riguarda il tratto appenninico.

Il Lago Paduli è un lago artificiale situato nel Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano nell’Alta val d’Enza nel comune toscano di Comano.

È costituito da un bacino costruito a sbarramento del torrente Enza.

I comuni che la compongono sono, a partire dal passo del Lagastrello, Comano in provincia di Massa e Carrara, Ramiseto, Vetto, Canossa, San Polo d’Enza, Montecchio Emilia, Sant’Ilario d’Enza, Gattatico e Brescello in provincia di Reggio nell’Emilia, Monchio delle Corti, Palanzano, Neviano degli Arduini, Traversetolo, Montechiarugolo, Parma, Sorbolo e Mezzani in provincia di Parma.

Il suo territorio è compreso nella Comunità montana Lunigiana, con sede a Fivizzano, in provincia di Massa e Carrara, nella Comunità montana Appennino Parma Est, con sede a Langhirano, e nella Comunità montana dell’Appennino Reggiano, con sede a Castelnovo ne’ Monti.

Alcuni dei maggiori borghi si trovano nel tratto inferiore, mentre nel superiore la zona resta a bassissima densità umana dove i borghi sono piccoli e rarefatti.

Di rilievo storico ed architettonico sono i numerosi castelli risalenti almeno all’anno 1000 appartenuti a Matilde ed ai Canossiani come il Castello di Canossa, il Castello di Rossena, il Castello di Montecchio Emilia e la Rocca di Montechiarugolo

 

Una ricetta dolce dalla Val d’Enza

CROSTATA DI CONFETTURA DI ALBICOCCHE CON MIELE

 

INGREDIENTI PER UNO STAMPO DA 21 CM

Farina 00 250 g - Burro (morbido, ma ancora plastico) 150 g - Zucchero a velo 100 g - Tuorli (circa 5) 80 g - Miele di acacia 20 g - Scorza di limone ½ - Baccello di vaniglia ½ - Sale fino 1 g

PER IL RIPIENO

Confettura di albicocche 250 g

Scorza di limone ½

PREPARAZIONE

Per preparare la crostata alla confettura di albicocche come prima cosa realizzate la pasta frolla. Nella ciotola di una planetaria dotata di foglia versate il burro morbido ma ancora plastico. Aggiungete lo zucchero a velo, i semini che avrete prelevato dal baccello di vaniglia e la scorza grattugiata del limone.

Azionate la macchina a velocità bassa e aggiungete il miele. In una ciotolina a parte versate i tuorli e il sale, mescolate per farlo sciogliere.

Aggiungete il tutto in planetaria e quando avrete ottenuto una massa burrosa uniforme, spegnete la macchina e incorporate la farina setacciata due volte, mescolando sempre a velocità bassa. Dovrete lavorare l’impasto il meno possibile: dovrà risultare morbido, ma non appiccicoso.

A questo punto infarinate leggermente il piano e trasferite la frolla, aiutandovi con la marisa. Aggiungete sopra ancora un po’ di farina e senza impastare compattatela in modo da formare un panetto. Avvolgete nella pellicola e riponete in frigorifero a rassodare, possibilmente per tutta la notte. In questo modo la pasta si stabilizzerà e sarà molto più facile lavorarla. Potrete poi passare alla composizione della crostata. Versate la confettura in una ciotola, aggiungete la scorza del limone e mescolate con una marisa, o un cucchiaio. Riprendete dal frigo la frolla, eliminate la pellicola e posizionatela su un piano leggermente infarinato. Aggiungete sopra alla frolla ancora un po’ di farina e stendetela con un mattarello in modo da ricavare uno spessore di 3,5 mm. Lo spessore dovrà essere uniforme, passando la pasta tra i due pollici vi accorgerete se ci sono parti più spesse. A questo punto coppate la pasta utilizzando un anello da 21 cm.

Posizionate l’anello su una leccarda foderata con carta forno, trasferite il disco di pasta all’interno  e bucherellate la base con i rebbi di una forchetta. Versate la confettura al centro del disco di frolla e stendetela con il dorso di un cucchiaio, lasciando circa 1 cm dal bordo.

Ricavate delle striscioline dalla restante frolla. Creare il reticolo di losanghe è importante perchè in cottura la confettura non bruci e la crostata cuocia perfettamente. Aggiungete ancora poca farina sopra l’impasto e date un colpo di mattarello, lo spessore infatti dovrà essere leggermente inferiore rispetto al disco. Per ritagliarle aiutatevi con un mattarello e una rotella liscia. Posizionate le strisce sulla crostata prima in un senso e poi nell’altro, in modo da creare le losanghe, eliminando con una leggera pressione la parte in eccesso.

Con la frolla rimasta create un bastoncino del diametro di 2 cm e sistematelo su tutta la circonferenza della crostata. Schiacciatelo leggermente con i polpastrelli. Utilizzando il manico di un cucchiaio imprimete delle pressioni su tutto il bordo.

In questo modo unirete le due parti di pasta e allo stesso tempo creerete un decoro. A questo punto cuocete la crostata in forno statico a 165° per 45 minuti nel ripiano più basso. Quando sarà ben dorata estraetela dal forno e lasciatela intiepidire prima di estrarre l’anello. Una volta raffreddata completamente, potete servire la vostra crostata alla confettura di albicocche.

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